parlacoimuri

il re è nudo. anzi, senza camicia [26 maggio 2009]

In Uncategorized on novembre 16, 2011 at 1:36 am

Da giorni il quotidiano La Repubblica sta sfidando il silenzio di Cesare, riproponendo dieci fastidiose domande cui il premier Berlusconi non vuole rispondere. Una velo pietoso di menzogne si stende a coprire quello che, in molti altri paesi (a cominciare dagli USA di Kenneth Starr, ricordate?) sarebbe già uno scandalo di proporzioni gigantesche. Ci sembra che l’affaire Noemi metta in gioco qualcosa di più del semplice gossip estivo-vacanziero o delle ingenue – e oggi assai condivise – aspettative di un’adolescente; è in gioco l’uso strumentale dei corpi e della bellezza, ingrediente primario di un potere che della seduzione televisiva ha fatto il suo primo grimaldello nei corpi degli italiani. Vallettismo e velinismo coronano il completo asservimento della cosa pubblica a finalità e usi privati, in un’Italia che vede ormai la completa intercambiabilità tra gli scranni del parlamento – comunque troppi, e da tagliare, dice il Premier – e le poltrone di un qualche studio televisivo.
Carlo Galli e Dario Fo spiegavano i meccanismi fondamentali della seduzione berlusconiana, e la profonda relazione che lega il virilismo avvizzito del Capo ai suoi fans ed elettori, tra le pagine dello stesso quotidiano una pubblicità di camicie ne offriva, forse, una rappresentazione più plastica ed eloquente. Infatti, se al «nato con la camicia» basta l’affetto prorompente di una donna (amante? moglie?), il «nato con la CAMICISSIMA» è attorniato da uno stuolo di giovani, nessuna delle quali esterna alcun sentimento: sorridenti, ornamentali, asservite, sono la mera funzione della seduzione e del potere maschile. Non molto diversamente da quanto accade, su scala più grande, al premier e all’avvenente corte dei suoi capodanni. Difatti, l’uomo della pubblicità (proprio come il nostro premier) non seduce le ragazze; le esibisce, a riprova del suo fascino, che promana non dal suo aspetto, dalle sue qualità o dalla sua stessa prestanza, ma da uno status symbol che ne incarna il potere, in questo caso una camicia. È evidente, il potere di Berlusconi parla il linguaggio dei nostri corpi. Anche in maniera subliminale, a volte.

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