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una lezione di scrittura e di vita [2 giugno 2010]

In Uncategorized on novembre 16, 2011 at 3:23 am

Una grande lezione di vita e di scrittura da Alba de Céspedes, scrittrice italiana purtroppo caduta nel dimenticatoio malgrado sia stata una delle figure più internazionali del nostro Novecento, dalla nascita (di padre cubano e madre italiana) alla morte, avvenuta nella “sua” Parigi. Il suo romanzo d’esordio Nessuno torna indietro (successo degli anni Trenta), che le valse l’ostracismo del regime, fornì modelli di Bildungsroman femminile alternativi alle immagini stereotipate dell’eterno femminino allora in voga. Modelli che, vent’anni dopo, furono rinnovati con altrettanto coraggio nel suo Quaderno proibito, spaccato non convenzionale di una famiglia piccolo-borghese italiana, e prima di tutto riflessione sulla legittimità femminile alla scrittura e alla cultura nei primi anni del’emancipazionismo.

Capace di dedicarsi con grande originalità a temi caldi come la partecipazione femminile alla Resistenza – nella vicenda, prepotentemente simile all’archetipo aleramiano, di Dalla parte di lei – , la De Céspedes non abbandonò l’impegno fino alla fine della sua attività. Si definiva, ad esempio, particolarmente affezionata a Le ragazze di maggio, libro di poesie composto in terra francese e ispirato ai fatti del maggio ’68.

Ecco cosa dichiarava a Sandra Petrignani, nell’anno di grazia 1984:

Lo stile è tutto. Io riscrivo i miei libri tantissime volte. Ciò che viene di getto non va mai bene, bisogna limare all’infinito. È necessaria una grande autodisciplina e una grande forza di carattere per riuscire, nello scrivere come in qualsiasi altra cosa. Mai dire: oggi no, domani. C’è sempre una scusa buona per rimandare. La vita deve essere un impegno altrimenti non ha senso. (Alba de Céspedes. La pasionaria, in Sandra Petrignani, Le signore della scrittura, Milano, La tartaruga, pp. 43-44).

E, sempre a proposito del valore della scrittura:

Il grande segreto della vita è eliminare. Proprio così: eliminare tante cose inutili, quelle che ci fanno perdere tempo. Bisogna avere la forza di dire no, se si vuole riuscire in qualche cosa. Ci sono persone che stanno bene solo se si distraggono, non possono restare sole dieci minuti. Bene, uno scrittore è esattamente il contrario. Ma avere la forza di eliminare un po’ di cose dalla propria vita è un segreto per tutti. Sa, quando ero giovane e mi invitavano a ballare (da brava cubana, ballavo benissimo) dire: no, devo scrivere, mi costava moltissimo. Oggi non ne sono affatto pentita. Quando si scopre di avere un interesse, bisogna essere pronti a sacrificargli tutto. Per scrivere qualche cosa di serio, poi, bisogna dare la vita. Perché che senso ha pavoneggiarsi per aver pubblicato un libretto, scritto in quattro e quattro otto, un romanzetto che non resisterà più di qualche mese? (ibid., 44-45)

Parole che oggi suonano altamente rivelatrici e necessarie. Per tutti: scrittrici e scrittori; intellettuali; donne e uomini.

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